Matera e i suoi misteri

Non solo sassi
Chiunque al mondo conosce la città di Matera per i suoi famosissimi sassi. Effettivamente lo stesso Mel Gibson la scelse come location ideale per il film “La passione di Cristo” e si capisce subito il perché appena arrivati. Gli storici rioni, detti Sassi, furono riconosciuti nel 1993 Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco (primo sito dell’Italia meridionale a ricevere tale riconoscimento). Sopra un piccolo colle si sviluppa il centro abitato della città, arroccata e stretta tra le case scavate nel tufo, a ridosso di un profondo burrone, la Gravina. A stento si riesce a scorgere il campanile dell’imponente duomo, soffocato tra gli edifici. Sembra che tutto sia congelato, fermo, chiuso al mondo, forse per gelosia, forse per attaccamento a questo luogo così affascinante che non ha eguali al mondo. La voglia di scoprirlo è forte. Scrutare le case, assaporare gli odori e i sapori ancestrali custoditi è d’obbligo!
Sembra un percorso d’iniziazione, che comincia dal basso e termina col Duomo. Qualsiasi mezzo di trasporto deve essere abbandonato: la via, come il calvario del film di Gibson, è irta e in salita…ma porta alla salvezza e alla piena soddisfazione dello sguardo e dell’anima. Si comincia il percorso e ci si rende conto che il tempo qui si è fermato. Il turismo di massa non è arrivato come una valanga a travolgere tutto, ma ha rispettato quel che c’era.
Ciò che appare non è un “presepe” fatto di case uguali le une alle altre, ma un insieme di edifici, ognuno con la propria caratteristica che lo rende speciale. Certo il freddo e l’umido si sentono…anche quando c’è il sole, che qui è sempre il benvenuto ma non riesce a estendere i suoi raggi ovunque!
Anche il manto stradale non è dei più comodi (signore, dimenticate pure tacchi alti e le gonne, qui solo rigorosamente scarpe basse o si perderà il gusto della passeggiata!). Salendo, le forze, è vero, quasi vengono meno, ma il duomo attende silenzioso per essere scoperto. L’edificio risale al XII secolo, in stile romanico-pugliese ma con interventi recenti. L’esterno rimanda alle cattedrali di Bari e Trani, dalla pietra differente, ma con simile impostazione architettonica. È imponente già nella facciata con elegante rosone bianco, che subito coglie l’occhio del visitatore. Attorno al rosone piccole figure umane sembrano sorreggerlo e donarlo alla Vergine e al Bambino, anche loro presenti sulla facciata, incorniciati da esili colonnine in marmo bianco, che sostengono piccoli archetti pensili. Accanto si staglia un esile campanile, semplice e austero, ma elegante. Finestre sui piani spezzano le mura e lo slanciano fino alla cella campanaria e il tetto.
Nella parte laterale, oltre alle decorazioni tipiche dello stile romanico, non si può fare a meno di notare protomi (volti umani o animali) dalle magnifiche espressioni, ora serene, ora inquietanti ma di grande effetto. L’interno del Duomo non rispecchia però in pieno lo stile medievale, ma piuttosto quello più invasivo del barocco, che a mio modesto parere contrasta con la semplicità dello stile originario. Dalla terrazza del Duomo si ha una splendida vista del panorama sottostante, fatto di scenari quasi “lunari”, sinistri, composti da grotte e caverne (Matera fu abitata anche in periodo preistorico). In uno di questi siti così particolari c’è un piccolo Museo, gioiello nascosto ma da vedere. All’entrata si viene accolti, oltre che dal cortese personale, da un piccolo ambiente che stenta a farsi scoprire poiché buio e cupo. Il naso va in su e gli occhi scrutano gli angoli, gli spigoli fino ad arrivare al simbolo dei Templari, probabilmente giunti sin qui, con la loro presenza, con il medioevo che si portano dietro e l’aria pesante.
Si continua poi in altre cave di tufo, piccole grotte, sepolture nelle quali persistono pregevoli affreschi medievali, dai colori vivi e i contorni marcati. Sembrano piccole cappelle votive dei giorni nostri. Di fronte a tali cavità si staglia il paesaggio fatto di grotte rupestri e terrazze naturali a strapiombo…il silenzio regna sovrano e si capisce perché la popolazione ci tiene così tanto a custodire tale gioiello ambientale ed architettonico, capace di essere esportato anche ad Hollywood!

Stefania Castiglione

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