Maggio 6

Legalizzazione della cannabis in Italia

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Ne abbiamo già parlato alcune settimane fa in una delle copertine di Tempovissuto e ieri si è svolta una marcia per chiederne la liberalizzazione. Sto parlando della legalizzazione della cannabis in Italia, droga leggera che molti vorrebbero poter acquistare come le sigarette nei tabacchini. Tra le principali motivazioni di questa richiesta, trovano posto la libertà di cui deve godere il nostro Paese e la volontà di infliggere un duro colpo alle mafie e alla criminalità, che sulla vendita illegale di questa pianta guadagna fior di quattrini.
Partiamo dal presupposto che in Italia – come nel resto del mondo – alcune sostanze che non fanno proprio bene all’uomo sono legali: è il caso del fumo e delle bevande alcoliche. La loro “legalità” è talmente ovvia che nessuno di noi riuscirebbe a immaginare il nostro Paese farne a meno.
Nonostante questo, rimangono sostanze nocive.
La legalizzazione delle droghe leggere è comunque una scelta forte, che lascia, volontariamente e consapevolmente, agli individui la possibilità di scegliere un prodotto che la comunità scientifica giudica nocivo. Le nostre leggi sono l’elenco di ciò che è lecito e ciò che non lo è in Italia. Inserire, tra queste, la possibilità di commerciare e acquistare cannabis significa legittimare un’azione che causa danno. Non dobbiamo – e non possiamo – considerare il problema guardando ai traffici illeciti. Credo sarebbe un clamoroso errore creare – o acuire – un problema al Paese per combatterne un altro, per quanto quest’ultimo, il contrabbando, possa essere diffuso.
La legalizzazione della cannabis in Italia sarebbe una scelta troppo forte, un lasciare a ognuno la possibilità di decidere, da sé, ciò che è giusto e ciò che non lo è. Una delega che un Paese non dovrebbe fare. Non ne va della democrazia o della libertà: viene soltanto rispettata e mantenuta la funzione regolatrice del bene comune dello Stato, che dovrebbe – e sottolineo dovrebbe –, in una comunità sana, rappresentare la guida e il punto di riferimento civile.

Leggi lo studio del SIMI, la Società Italiana di Medicina Interna.

Marco Papasidero


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Legalizzazione della cannabis in Italia


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  1. Ciao Marco.. avrei solo piacere di porti un semplice quesito: com’è sorta l’occasione di “dire la tua”? Sai sarebbe al quanto soddisfacente demolire l’ignoranza di questo paese a riguardo l’argomento… Molte grazie per la disponibilità, distinti saluti e buon proseguimento…

    1. Caro Leonardo, ho solo cercato di esprimere, appunto, un’opinione in merito, riflettendo, come ho scritto anche in qualche altro commento, su cosa ritengo sia giusto da fare per uno Stato. Indipendentemente da quante cose giuste o sbagliate già faccia (vendita tabacchi, alcolici, giochi d’azzardo etc.) e con quali modalità, questa è la mia posizione a riguardo. Ritengo che legalizzare il fumo di una sostanza stupefacente (gli effetti, blandi o gravi non posso stabilirli io) è qualcosa di poco sensato. Anche il fumo di tabacco è un vizio che ritengo dannoso, anche se è, per tutti, “legale”. Purtroppo giusto/sbagliato non sempre coincide con legale/illegale.
      Tu come la pensi? Sarebbe interessante confrontare le opinioni, senza attaccarsi come spesso – e in particolare su questi argomenti – accade.

  2. Caro Marco,
    parli come chi ha studiato libri tutta la vita e si è dimenticato di viverla e di conseguenza parli senza sapere che una canna d’erba non ha mai fatto male a nessuno e nessuno è mai morto dopo avere fumato un po’ d’erba.
    qui di seguito ti ho incollato una paginetta che ultimamente sta girando su internet che elenca alcuni dei motivi per i quali la gente combatte per legalizzare questa pianta che Dio ci ha donato, dopo avere letto tutto ti invito a andare a vedere cosa realmente è la cannabis e come nella storia ha sempre aiutato l’uomo e da sempre c’è nella vita quotidiana in tutto il mondo.

    La MARIJUANA…

    1. CURA L’EMICRANIA
    I dottori in California riportano di essere stati in grado di curare più di 300.000 casi di emicrania grazie alla marijuana medicinale.
    Il 25% delle donne soffrono di emicrania almeno una volta nella loro vita.
    L’8% degli uomini soffrono di emicrania almeno una volta nella loro vita.

    2. RALLENTA LA CRESCITA DEI TUMORI
    L’associazione Americana per la Ricerca sul Cancro ha scoperto che la marijuana serve effettivamente a rallentare considerevolmente la crescita dei tumori ai polmoni, al seno e al cervello.

    3. ALLEVIA I SINTOMI DELLE MALATTIE CRONICHE
    Ricerche dimostrano che la marijuana può aiutare la cura dei sintomi di malattie croniche come la sindrome dell’intestino irritabile e il Morbo di Crohn, poiché può curare la nausea, il dolore addominale e la diarrea.
    L’ingrediente principale psicoattivo della marijuana, il tetraidrocannabiolo (THC), è stato approvato dall’FDA nel 1985 per l’uso nel trattamento della nausea, il quale è stato messo sul mercato con il nome di marca Marinol e formulato sinteticamente in olio di sesamo sotto forma di capsule di gelatina da prendere oralmente. Nel 1989 sono state prescritte circa 100.000 dosi.

    4. PREVIENE L’ALZHEIMER
    Nel 2006, l’Instituto Scripps ha dimostrato che il THC derivante dalla marijuana serve alla prevenzione dell’Alzheimer bloccando i depositi nel cervello che sono la causa di questa malattia.
    5.3 milioni di persone negli USA hanno l’Alzheimer

    5. CURA IL GLAUCOMA
    Alcuni studi suggeriscono che l’uso della marijuana medicinale aiuta a diminuire la pressione oculare negli occhi dei pazienti affetti da glaucoma.

    6. PREVIENE LE CONVULSIONI
    La marijuana è un rilassante per i muscoli e possiede qualità “antispasmodiche” le quali si sono dimostrate essere molto efficienti nella cura delle convulsioni.

    7. AIUTA CHI E’ AFFETTO DA ADD (ATTENTION DEFICIT DISORDER) E ADHD (ATTENTION-DEFICIT/HYPERACTIVITY DISORDER ovvero SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA’)
    Uno studio ben documentato dell’ USC nel 2009 ha mostrato che la marijuana non solo è un’alternativa perfetta al Ritalin ma tratta la malattia senza alcun effetto collaterale negativo, come causato invece dal farmaco.
    ADHD colpisce circa il 4,1% degli adulti, di età compresa 18-44, in un dato anno.

    8. PUO’ TRATTARE I SINTOMI DELLA SCLEROSI MULTIPLA
    La marijuana agisce fermando gli effetti neurologici e gli spasmi muscolari che derivano dalla sclerosi multipla proteggendo i nervi contro le lesioni causate da questa malattia letale.

    9. AIUTA AD ALLEVIARE I SINTOMI DELLA SINDROME PREMESTRUALE
    Un riscontro evidente suggerisce che l’uso della cannabis possa ridurre il dolore in gravi casi di sindrome premestruale.
    Ben il 75% delle donne con mestruazioni hanno dei sintomi della sindrome premestruale.

    10. AIUTA A CALMARE CHI E’ AFFETTO DALLA SINDROME DI TOURETTE E DA DISTURBI COMPLULSIVO-OSSESSIVI
    Allo stesso modo in cui la marijuana tratta gli spasmi e la sclerosi multipla, gli effetti della marijuana rallentano i tic in coloro che soffrono della sindrome di Tourette e rallenta i sintomi neurologici ossessivi nelle persone affette da disturbi compulsivo-ossessivi.
    Approssimativamente 3,3 milioni di persone negli USA hanno disturbi compulisvo-ossessivi. 272.000 persone negli USA hanno la sindrome di Tourette.

    Che la marjuana sia illegale è una cosa assurda, dannosa per la società e che giova solo alla mafia e al nostro governo ladro.
    Spero che la gente studiata ma ignorante si svegli un po’, in ogni caso che ti piaccia o no prima o dopo (più prima che dopo) arriveremo ANCHE in Italia a legalizzarla, non c’è alternativa, sarà un grande passo in avanti.
    E adesso vado a farmi una fumata poi esco a tagliare un po’ di legna.
    Bless
    Mauro

    1. Sono contento che questo editoriale abbia suscitato un corposo dibattito.

      Caro Mauro,
      non fraintendere le mie parole. Come altre sostanze esistenti in natura, anche la cannabis avrà certamente degli effetti positivi (questo lo lascio dire ai medici). E quindi le informazioni che hai gentilmente riportato saranno da considerare. Ciò che io ritengo sbagliato, invece, è il fumare quella sostanza. Non credo che introdurre fumo nei polmoni (tabacco, cannabis o simili) sia positivo per il corpo. Fare dei trattamenti a scopo terapeutico con estratti della pianta è un discorso completamente diverso.
      E’ questo che credo non sia corretto: tollerare o legittimare un uso non opportuno di una pianta.

      Ecco alcune informazioni che renderanno più chiara la differenza sopra esposta: news sul sito SIMI

      MP

  3. Dunque io credo che l’errore più grosso sia la disinformazione per ‘sentito dire’. Tralasciando il fatto che con i mezzi che hanno a disposizione criminalità e governi, guidati da finanzieri, petrolieri e multinazionali farmaceutiche esistono fior fiore di ricerche falsate che io, avendo studiato farmacologia e psichiatria mi vergogno di definire scienza…
    Esistono delle affidabilissime tabelle comparative sui danni provocati da qualsiasi droga (indi incusi tabacco, etanolo e aspirina) dove è ampiamente dimostrato che alcool e nicortina provocano danni neanche comparabili a quelli del thc, obiettivamente risibili come quelli provocati da qualche caramella di troppo.
    Il discorso è questo: continuiamo a prenderci in giro o diciamo la verità che tutti sanno da millenni? L’alcool uccide, il tabacco uccide, l’erba no, non provoca dipendenza fisica nè crisi di astinenza, conosco medici, commercianti, funzionari che fumano, 1/4 della popolazione mondiale con tutta probabilità consuma la suddetta sostanza. Il discorso del guadagno e del danno alle mafie è talmente chiaro che risulta tragicomico rispetto alla situazione attuale. In conclusione, non facciamo passare per scienza qualche isolata ricerca fatta da mercenari, chi ha fumato sa benissimo che sono un mucchio di frottole e dico anche che il tempo non perdonerà..tutti ormai cominciano a capire i meccanismi del proibizionismo, il perchè Hearst e DuPont fecero proibire la canapa, tra poco capiremo anche come la cosa viene strumentalizzata a fini politici per dividere l’opinione pubblica; tutti i nodi vengono al pettine. Voi giornalisti, liberissimi di avere un’opinione ropria, fate del bene all’umanità e all’evoluzione, fate ricerche approfondite, aiutate il popolo a capire, non a sorbirsi quello che dice il ministero di turno. C’è gente che è morta pestata per avere qualche grammo in tasca, qui si tratta di essere persone serie e avere rispetto per il buon senso. Basta prese in giro. Guardate i social network, troverete una maggioranza schiacciante a livello mondiale a favore della liberalizzazione..non sorge qualche dubbio? Alcuni farmaci da banco provocano danni epatici molto seri, vi piacerebbe essere arrestati per aver comprato un analgesico o una bottiglia di vino? Basta a tutta questa follia. Per la cronaca fumo da 20 anni nei benestanti paesi civili dove si può, mai avuto problemi di salute, ho una famiglia splendida, mai arrivato tardi al lavoro e senza alcool mi sento un leone. Un cittadino, padrone del proprio destino e del proprio stato.

    1. Gentile D.,
      grazie per aver espresso la sua idea a riguardo. Credo comunque sia opportuno disincentivare qualsiasi utilizzo di sostanze “estranee” (alcool, fumo, cannabis, etc.), perché l’uomo effettivamente non ne ha bisogno. Anche le medicine, senz’altro, sono ormai consumate come il pane e questa non è una cosa affatto positiva.
      Qui non dovrebbe essere in questione quanto una sostanza fa male, ma il fatto stesso che lo faccia, seppur minimamente. L’uomo, come detto, credo che non abbia davvero bisogno di alcuna sostanza per sentirsi felice o soddisfatto.

      Marco Papasidero

  4. Sono parzialmente d’accordo con quello che dici.
    È vero lo stato deve rappresentare il punto di riferimento del vivere civile.
    Ma è vivere civile sacrificare il riconoscimento della realtà dei fatti per mantenere, agli occhi dei più, tratti di “stato civile e guida” che sono tali solo per consuetudine e non per logica?

    “sarebbe un clamoroso errore creare – o acuire – un problema al Paese per combatterne un altro”

    C’è della matematica in questa frase.
    Interpreto il problema che citi come l’aumento del consumo di cannabis, dannoso.
    Sto per dire una cosa ovvia che non è frutto del mio ragionamento ma della realtà dei fatti(sopra citata): il consumo di cannabis in uno stato di illegalità come quello dell’italia non potrebbe aumentare più di così.
    Peraltro tutti, anche gli scienziati, sanno che il danno è paragonabile a tabacco ed alcol, tuttalpiù con qualche dannoin piu alla memoria a breve termine.
    Tutti fumano, chi esagera oggi esagera domani, chi fuma poco oggi fuma poco domani, trovi fumo ed erba ovunque.
    Se domani una persona decide di comprare un chilo di cannabis, riesce a farlo in pochi minuti. Pagherà migliaia di euro di cui neanche uno andrà nelle casse dello stato, la cui totalità andrà a finanziare armi o la prossima partita di cocaina.
    Però lo stato deve mantenere la sua facciata di “guida virtuosa, sana” davanti agli italiani, quindi bene così.
    Tra l’altro è da ciechi pensare che questo sia l’unico motivo che blocca la legalizzazione.
    La criminalità ha ovviamente interesse che rimanga tutto illegale ed evidentemente i mezzi per far si che questo accada.

    Ritorniamo alla matematica, tu dici che cambierebbe solo la lettera di un termine.
    Io dico che i termini sono due, uno dei quali non semplificabile, l’altro arbitrariamente lasciato lì per i motivi citati.

    1. Caro Enrico,
      capisco la tua osservazione. Effettivamente spesso lo Stato diviene solo apparentemente una guida, non nei fatti. Questo è amaramente vero.
      Al di là di ciò, però, il mio editoriale è basato sulla riflessione su cos’è giusto o cos’è sbagliato, non aderendo a dogmi, ma valutando il risultato sulla salute del corpo. Certamente dichiarare dall'”alto” che il consumo di cannabis è lecito (autorizzandolo) non è cosa buona. E’ vero che tabacco e alcol sono acquistabili, ma si tratta di un grave errore legato a motivazioni prevalentemente di natura economica (come affermi tu stesso) e che non posso che condannare (ovviamente, relativamente all’alcol, bisogna distinguere tra un bicchiere di vino ogni 10 giorni e quattro bottiglie di birra a sera).
      Io credo che non bisogna confondere ciò che è giusto fare con ciò che conviene fare. Anche se il nostro Stato non spicca certo per moralità in varie cose, certamente legittimare l’uso di una sostanza non benefica per l’organismo contribuirebbe soltanto ad abbassare quel limite di tolleranza – già parecchio prostrato – che ognuno di noi possiede: l’elenco di “quello che si può fare” diventerebbe sempre più lungo, inglobando tanti comportamenti controproducenti, nocivi, nel corpo e nella mente. Forse non necessariamente aumenterebbe il numero di chi ne fa uso (anche se avere sotto il naso una sostanza prima o poi potrebbe indurre a una “prova”, magari chi è già un fumatore di tabacco), ma, a lungo andare, si creerebbe un mutamento nella percezione comune della liceità delle cose. E’ per questo motivo che credo sia non opportuna una scelta simile.

      Marco Papasidero

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