Ubriachiamoci di creatività

La creatività prende casa nella città del Giglio. Torna il festival che porta in città l’innovazione, la tecnologia e le nuove tendenze: per quattro giorni a tutta creatività!

Anche quest’anno, dal 15 al 18 Ottobre Firenze si è vestita dei colori della fantasia abbinata all’arte e alla tecnologia, ospitando, nella storica Fortezza da Basso, le idee e l’effervescenza del festival più innovativo del panorama nazionale.
Un luogo aperto ad ogni forma e contenuto, giunto ormai alla sua quarta edizione.
“Il futuro della città, le città del futuro”, questo il tema che quest’anno ha fatto da fil rouge per le idee di designer, artisti e chi più ne ha più ne metta.
Una folla strutturata di creativi che si son ritrovati nel regno della Fortezza per proporre ed osservare da vicino tutte le idee più fertili del futuro.
Tante le città protagoniste di questa manifestazione, in un’ottica globale: New York, Dubai, Istanbul, Pechino, Il Cairo e San Paolo al fianco di Livorno, Carrara, Pisa e Firenze.
Dalle metamorfosi urbane delle megalopoli più complesse del globo, fino a progetti urbani legati a forme d’arte contemporanea come la Street Art e la video Art.
Di notevole impatto visivo sicuramente è stata la mostra “Once were writers”, ospitata nella sezione Metamorfosi Urbane.
A mio avviso un’esposizione di esperienze più che un’esposizione di opere, raccontata attraverso una serie di video-installazioni che mettevano a fuoco le attività e la trasformazione di alcuni artisti che hanno caratterizzato e caratterizzano tuttora la scena della Street Art italiana.
Artisti che hanno generato a loro volta il cambio di destinazione della loro stessa arte che parte da strade, vicoli, ponti, tram, treni della metropolitana, e arriva alle gallerie d’arte nazionali e internazionali.
Le installazioni erano caratterizzate da una serie di video autobiografici proiettati all’interno di box molto minimal, ma altamente personalizzati esteriormente attraverso delle opere inedite e specifiche per il Festival di Creatività.
Ogni visitatore aveva dunque la possibilità di scegliere se limitarsi a lasciarsi ipnotizzare dall’eclettismo di alcune opere o entrare nel box, scoprendo e interpretandone le chiavi di lettura attraverso le varie interviste all’artista.
Ad integrare la sezione espositiva di Metamorfosi Urbane vi erano i city talks: degli incontri informali per raccontare e discutere sul futuro della città e sulle trasformazioni urbane in atto su scala internazionale, attraverso le testimonianze di ricercatori, antropologi, architetti, fotografi, artisti e curatori.
Uno tra tutti, un grande artista fiorentino, Giacomo Costa, mi ha letteralmente affascinato attraverso la sua stravagante serie di agglomerati futuristici “The Chronicles of Time”(presente tra l’altro anche alla 53° Biennale di Venezia 7giugno-22 Novembre 2009).
La sua elaborata Arte si basa sulla manipolazione di tecnologie 3D attraverso montaggi di immagini ottenute con Photoshop. Con questi nuovi strumenti, gli stessi usati per gli effetti speciali del cinema, lui crea immagini e scenari foto-realistici ma inesistenti, ponendo la sua ricerca a metà tra la pittura e la fotografia.
Un festival dunque quello della Creatività, dove il mondo del design, quello della moda, della musica e dello spettacolo, e quello dell’arte più immediata sono stati, a mio parere, degnamente rappresentati.
Tutto sapientemente organizzato, molti momenti interessanti, innovativi, perfino emozionanti, come quello del concerto della domenica mattina del 18 Ottobre, con una grande orchestra di musica classica che accompagnava la visione del film muto per eccellenza nella storia del cinema “Luci della città”, interpretato, diretto e prodotto dal noto Charlie Chaplin;
Affollatissima anche la grande rassegna eno-gatronomica deGustiBooks con eventi e degustazioni dedicate al cibo urbano.
Ma sicuramente una novità di quest’anno che ho trovato particolarmente affascinante è stata l’iniziativa di creare all’interno dell’Area Kids (il settore che ogni anno viene dedicato esclusivamente ai bambini) una vera e propria Biblioteca Creativa allo scopo di promuovere la lettura ai piccoli visitatori attraverso tutti i mezzi possibili.
Era stata messa in mostra una selezione di più di 2000 titoli per bambini da 0 a 12 anni, divisi per tavoli tematici all’interno di un bellissimo stand.
Ogni bambino, accolto nello spazio come se entrasse contemporaneamente in una libreria selezionatissima e in biblioteca, aveva la possibilità di scegliere libri a volontà… LIBRI LIBERI PER TUTTI!
L’esperimento ha riscosso un grandissimo successo, a giudicar dalla folla impazzita di questi piccoli visitatori che sprizzavano felicità e creatività da tutti i pori, dimenandosi tra i continui laboratori educativi, animazioni, giochi… ovviamente tutto pensato su misura per le città del futuro (costruzione di orti urbani e di oggetti riciclati, prove di educazione stradale).
Un leitmotiv che si è rivelato azzeccato più che mai, di grande attualità, capace di mobilitare e attrarre visitatori per tutta la durata del Festival.
Concludendo, oserei dire che c’è stata una grande e sentita partecipazione proprio perché… un evento popolare aperto a tutti, senza limiti di età a tutti gli effetti, che forse ha reso il visitatore per una delle poche volte, molto più che un semplice spettatore, un vero e proprio protagonista della kermesse!
Quattro giorni dunque che ci hanno permesso di prendere consapevolezza e progettare o perlomeno cominciare a idealizzare le città del nostro futuro…
… e nell’attesa che le nostre idee possano un giorno prender corpo, vi lascio dunque con due frasi significative tratte da una nota canzone: “Empty spaces, what are we living for? the show must go on!”

Zaira Leone

Click Here to Leave a Comment Below