Tra sogno e realtà: risponde L’oracolo digitale

Un’autrice appassionata a molte cose straordinariamente quotidiane ci invita a vivere positivamente ricordi e speranze. Rivelati ai nostri occhi i suoi pensieri di madre, insegnante e donna, li osserviamo aggrappati alle parole dei sette racconti, che ci riempiono ed alleggeriscono il cuore.

Laura Bianchi, L’oracolo digitale, Kimerik 2010

Credo che questo sogno abbia accompagnato il sonno di almeno una notte di ognuno di noi. A me piace chiamarlo il sogno delle porte. In piedi dentro una stanza vuota, di fronte, solo una porta. Avanzando l’apriamo, e troviamo ad attenderci la scoperta di una seconda stanza. E così via, attraverso l’ambiente seguente ed il passaggio al successivo, dove ogni cosa può essere diversa quanto parte del prima e del poi. Così è L’oracolo digitale.
Un sogno sulla vita reale, con sette passaggi.
Sette racconti che prendono vita nelle parole, attentamente ricercate quanto chiare e soprattutto chiarificatrici delle emozioni: infinite, esse sbocciano tra le righe senza privarle di concretezza. Sono quelle comuni alla vita, pensata e narrata attraverso una reale e positiva osservazione della quotidianità. Del suo amore e dei suoi mali, approcciati con indissolubili speranza e fiducia nel presente.
La versatilità dell’autrice ci spinge a chiederci costantemente quale sia la vera Laura Bianchi. Siamo sicuri che sia la protagonista del primo racconto, che presta il titolo al libro, col quale ha vinto la V Edizione del concorso “Granelli di Parole”. Ma, fin dalla seconda storia, intuiamo di essere già in viaggio: l’autrice ha scelto la meta e noi siamo piacevolmente passeggeri, nonché fidati complici della nuova scena. Il dubbio che stavolta sia la vera Laura ci spinge a rimanere a bordo, per non perdere l’ingresso nella prossima stanza. Quella che ci farà conoscere un’altra versione dell’autrice, o dei suoi personaggi, o di qualcuno che è parte della sua vita e del suo mondo. O, forse, solo della sua fantasia. La narrazione in prima persona, scelta per tutti i racconti eccetto uno, sembra parlare del legame tra l’autrice e le sue storie.

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Le note ci accompagnano lungo La musica della vita, tagliando le strade dell’Italia a bordo di canzoni e generi lontani, vicini ai momenti cruciali della vita della protagonista, donna-matrioska che sa contenere dentro di sé i diversi ruoli che appartengono un po’ a tutte le donne del mondo. La magia arriva all’apice in La testa fra le nuvole quando, in cima alla scala che scompare nel nulla prima di ricondurci a terra, ci scopriamo piccoli ma consapevoli del nostro futuro sogno da vivere. La morte è rispetto della vita ed accettazione del dolore, che ci avvicina ai cuori che ci scorteranno di 1000 baci prima di salutarli.
Questi e altri temi vivono nei sette racconti – L’oracolo digitale, 1000 baci, Sulla panchina del parco, Una settimana… quasi da Dio, La musica della vita, La testa fra le nuvole, Il segnale – che si fanno leggere e rileggere. Sanno strapparci un sorriso, che spesso termina nel gusto di una sana risata, proprio su quegli eventi di tutti i giorni che, finora, ci avevano spesso stressati. Emozioni, di quella vita di ieri, oggi e domani, di ognuno di noi.

Beatrice Sartini

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