Febbraio 18

Non sono nessuno

Nella vita di tutti i giorni, noi siamo spesso i primi a considerarci dei “nessuno”, a porci davanti a uno specchio senza vedere riflessa neppure la nostra immagine.

Marcella si considera senza valore, inutile, insignificante. Ha quarant’anni, vive con i genitori ed è ancora “irrimediabilmente” single. Si considera “nessuno” perché non ha raggiunto gli obiettivi che sperava. Anche Giorgio si considera “nessuno”: ha perso il lavoro, e la moglie è andata via con i figli. Lucia non ha finito l’università, anche se studia da oltre dieci anni farmacia. Mauro non ha amici che lo chiamino per parlare con lui o con cui uscire a mangiare una pizza.
Ci riteniamo dei “nessuno” ogni volta che non siamo considerati dagli altri per le cose che diciamo o facciamo, ogni volta che non raggiungiamo i traguardi che ci aspettiamo da noi stessi (o che gli altri si aspettano da noi), ogni volta che non siamo come “dovremmo”, che non abbiamo quel che dovremmo avere.
Ma in realtà nessuno di noi è mai “nessuno”.

Spesso si dice che una persona che ha raggiunto grandi traguardi è diventata “qualcuno”. Per quale motivo? Per aver fatto quel che ci si aspettava da lei.
Il carcerato che vive in condizioni disumane non è “nessuno”, semplicemente tutti preferiscono pensare ad altro e non porsi anche questo problema. Il senzatetto che vive alla stazione non è “nessuno”, ma ai viaggiatori fa più comodo ignorarne l’esistenza e fare finta che non ci sia.
Noi ci sentiamo “nessuno” semplicemente perché abbiamo un disperato bisogno di sentirci compresi, accettati, accolti; sentirci importanti. Riponiamo tutto negli altri: se le persone non ci cercano vuol dire che non siamo una piacevole compagnia. Se non troviamo un lavoro vuol dire che siamo inutili o incapaci. Se siamo single è perché non valiamo abbastanza da interessare e piacere agli altri. Guardiamo a questi presunti risultati e ne traiamo delle conclusioni che investono tutta la nostra vita. Sbagliando.
non sono nessuno2In realtà ognuno di noi è qualcuno, non per aver superato un record mondiale, avere un sacco di soldi in banca o aver venduto migliaia di copie della propria opera, ma perché è un “essere umano”, una creatura meravigliosa, luce del mondo. Ognuno di noi è qualcuno anche se nessuno ci riconosce alcun pregio o qualità. Siamo Qualcuno, con la Q maiuscola, anche se nessuno se ne accorge.

Se chiediamo a un amico di dirci secondo lui quanto vale un nostro anello, e in tutta sincerità ci confessa che vale poco o niente, non dobbiamo pensare che l’anello valga poco, ma che per il nostro amico abbia poco valore. Portiamolo a un orefice, una persona che sia esperta e ne capisca davvero, e saprà dirci quanto vale. Non conta se al nostro amico sembra bigiotteria, un anello d’oro è comunque di valore, anche se lui non è in grado di valutarlo adeguatamente. A noi accade la stessa cosa: troppo spesso siamo distratti e incapaci di osservare davvero chi ci sta attorno, oppure noi stessi, al punto da non comprendere il grande Qualunque sia la motivazione di questo giudizio, dovremmo chiederci: per quale motivo dovrei considerarmi “nessuno”? Domanda giusta ma in disuso. Rispetto a chi siamo “nessuno” per gli altri? Per chi lo siamo? Sulla base di cosa siamo così tristemente giudicati e, spesso, condannati? Il problema non è aver perso il lavoro oppure essere ancora single o avere pochi amici, ma comprendere i motivi di tutto questo, comprendere le nostre scelte, quelle che ci hanno condotto dove ci troviamo oggi, capire gli errori commessi e scegliere di agire in modo nuovo, traendo insegnamento dagli sbagli fatti, per correggerci e migliorarci.

Troppe volte, alla ricerca di un senso nella nostra vita, ci affidiamo al distratto, superficiale e quasi sempre distorto giudizio degli altri, fidandoci a tal punto delle opinioni altrui – che consideriamo quasi sempre più realistiche e corrette delle nostre – da cominciare a credere anche noi di valere poco, o niente, di essere “invisibili”, di essere “nessuno”. Noi siamo una luce che può rischiarare il giorno, ogni giorno, ma dipende dalle nostre scelte.
Crederci “nessuno” ci porta a spegnerci, a sprecare l’immenso dono di amore e pace che abbiamo ricevuto e che abbiamo il potere e l’onore di condividere con chi incontriamo lungo il nostro cammino. Ma siamo sempre alla ricerca di conferme, di qualcuno che ci dica che siamo “ok”, che siamo degni di amore, che valiamo.
Chiunque tu sia, in questo momento della tua vita, per quanto difficile possa essere, non sei semplicemente qualcuno, sei un dono, speciale, meraviglioso. Non conta cosa ne pensino gli altri, non conta quanto veniamo considerati in base a sciocchi e inumani parametri accettati e condivisi. Né io né te né nessun’altra persona, per quanto difficile sia stata la sua strada e dolorosa la sua condizione, è meno di questo.

I “nessuno” non esistono, noi siamo quel che crediamo di essere. Se pensi di essere “nessuno”, per quanto non sia così, vivrai come se lo fossi, spegnendoti lentamente e lasciando spegnersi altri che, come te, si dimenticano la loro natura d’amore. Se scopri di essere Unico, un dono speciale di Dio, allora comincerai, finalmente, a vivere quella vita meravigliosa per cui anche tu, per quante siano le difficoltà che incontri, sei nato. Il sole è caldo sia per coloro che ci credono sia per quelli che si convincono sia freddo. I “nessuno” nascono nella nostra mente quando dimentichiamo che per quanto gli uomini imparino in fretta a ignorasi e disprezzarsi, spegnendosi, restano comunque un dono d’amore meraviglioso che, come ogni seme, aspetta solo la prossima primavera per crescere, sbocciare e mostrare la sua bellezza a tutti.

Giacomo Papasidero


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autostima, essere nessuno, essere qualcuno, Non sono nessuno, sentirsi inutili, sentirsi nessuno, sentirsi senza valore


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  1. Dire che tutti sono qualcuno rende la stessa parola priva di significato. Tu hai fatto l’esempio dell’orefice. Quindi se un orefice dice che quell’anello e’ d’oro diventa “qualcuno”? quindi non devo credere ad una persona che mi dice che sono nessuno ma devo credere ad una che mi dice che sono qualcuno? e la capacità di giudizio la lasciamo giocare a tetris? Quindi tutte le persone che ti dicono che sei nessuno non vanno mai prese in considerazione? sono tutte stupide?
    Pochi contenuti riflessivi, poco approfonditi. i “nessuno” non esistono, chissà allora se quella parola puo’ avere una connotazine positiva, magari e’ stata inventata per sbaglio. Uno che commette un crimine e’ un qualcuno uno che aiuta e’ un qualcuno. Siamo tutti importanti. Tutti necessari. Tutti unici……. Troppa superficialità. hai scritto che “nessuno” puo’ dirti che sei nessuno….ma perche’ qualcuno dovrebbe dirmi che sono qualcuno ed apprezzare solo quelle persone?…ripeto troppo superficiale

    1. Ci sono opinioni, e c’è la realtà. La realtà è che tutti, senza eccezioni valiamo, siamo unici e speciali. Sbagliare, come nel caso di chi commette un crimine, non significa essere “nessuno” o non valere. Non è che la gente è stupida, ma è superficiale e giudica (io di capacità di giudizio ne vedo poco in giro a dire il vero) condizionata da gusti e preferenze personali. Sai dire cosa è giusto e cosa non lo è? Come persone siamo incapaci di sapere cosa accadrà tra 5 minuti, vuoi pensare che sappiamo giudicare la realtà in modo oggettivo e assoluto? Superficiale è esprimere giudizi sugli altri, quando sarebbe meglio non farlo mai. Una cosa è sbagliata, bene, una persona commette un errore, e magari non lo capisce. Ma tutti restiamo preziosi e tutti abbiamo lo stesso potenziale di amore, la stessa possibilità di fare meglio.
      Ricorda anche che i pareri degli altri non dicono quasi nulla di te, ma solo di come loro ti vedono. E quasi sempre vediamo gli altri in modo superficiale e poco attento, condizionati da noi stessi. Lo ribadisco senza timore di sbagliarmi: nessuno è nessuno.

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