Il miracolo dell’ostensione

Il grande evento della città di Torino, proposto l’ultima volta nel 2002, magnete per migliaia di pellegrini. Il dato religioso e quello sociale.

Si è da poco conclusa a Torino l’ostensione della Sindone, l’evento che ha richiamato migliaia di persone da molte località del globo, contando più di due milioni di pellegrini, tra coloro che avevano prenotato la visita diretta davanti al telo (con sosta non superiore ai cinque minuti) e coloro che, senza alcuna prenotazione, sono entrati dal portale del duomo.

L’evento dell’ostensione della Sindone, il telo che secondo molti studiosi sarebbe il sudario di Cristo, viene autorizzato dal pontefice senza una periodicità fissa (l’ultima ostensione è stata nel 2002). L’evento ha una particolare rilevanza religiosa, proprio perché, esposta alla venerazione dei fedeli, non è una normale reliquia, ma il telo che avrebbe coperto il corpo di Gesù per la sepoltura. L’immagine che è ben visibile sulla Sindone (restaurata in vista dell’ostensione di quest’anno) ritrae quindi le fattezze di un uomo crocifisso, che reca ferite da chiodi nei polsi e negli avampiedi, una ferita sul costato, la traccia di una corona di spine e la rottura del setto nasale, ipoteticamente in seguito ad una o più cadute.

Il duomo di Torino

Le caratteristiche della reliquia concordano pienamente con la narrazione evangelica, stimolandone l’ipotesi di autenticità. In passato sono state condotte numerosissime ricerche da parte di studiosi di comprovata fama, che hanno fatto emergere i risultati più disparati. L’esame divenuto più celebre è quello del carbonio 14, che avrebbe datato la Sindone ad un arco di tempo compreso tra il 1260 e il 1390, con un’affidabilità, a detta degli specialisti che hanno condotto l’esame, del 95%.

Ma il vero valore dell’evento dell’ostensione non sta nella ricerca dell’autenticità della reliquia, del fatto che l’immagine impressa sia o no quella del Cristo morto. Lo studio dei fenomeni di devozione popolare e della storia ci insegna che più che l’effettivo valore di una reliquia (la cui autenticità o il potere di compiere miracoli è confinata in gran parte nella dimensione della fede) è di gran lunga più importante ciò che il popolo crede, e l’ostensione di quest’anno dimostra chiaramente che più di due milioni di persone è convinto che quella sia la vera immagine del Cristo. I pellegrini giunti a Torino, che ha preparato e predisposto tutto nei minimi dettagli, hanno “sfilato” davanti al telo di lino custodito nel duomo, sostando non più di cinque minuti in preghiera. Ciò dimostra che il potere della fede e quindi della certezza personale è in grado di sottoporre l’uomo a lunghi viaggi, pur sapendo che la sosta in preghiera avrà una durata molto breve. Ma esiste anche l’altra faccia della medaglia. La lunga attesa per il raggiungimento della reliquia per la contemplazione, tra il viaggio per giungere a Torino, il cammino lungo il percorso per le vie della città segnalato dal comitato e la lunga fila in attesa del raggiungimento del telo, conferisce al viaggio di pellegrinaggio il gusto dell’attesa, della preparazione del proprio pensiero e dell’anima, della riflessione interiore. Il desiderio è pienamente appagato in quei cinque minuti, in cui gli occhi posso finalmente gustare ardentemente l’oggetto del loro viaggio.

Oltre al telo custodito nel duomo di Torino, esistono altri sudari, come quello di Oviedo o l’ormai perduto Mandylion, telo conservato ad Edessa, in Turchia, fino al 1204, scomparso in seguito al saccheggio della città da parte dei Crociati, e che molti studiosi identificano con la stessa Sindone, i cui riferimenti storici iniziano a partire dal 1353.

L’ostensione di Torino da poco conclusa ha inoltre fornito importanti dati, diramati, come gran parte delle informazioni, dall’ufficio stampa allestito per l’evento. Sono stati infatti più di 3500 i passaggi, tra ospiti e pellegrini, contati presso il villaggio dei giovani. Un numero sicuramente importane, che evidenzia come i ragazzi non siano necessariamente e totalmente lontani dalla religione cattolica, così come erroneamente e troppo spesso si pensa.

Tutte queste informazioni, e in particolare i numeri dai quali siamo partiti (più di un milione di visitatori prenotati, più di centomila accessi non prenotati nel duomo), rivelano un movimento massiccio, vivo e in fermento, nel quale ha anche grande peso l’esperienza di gruppo, il pellegrinaggio di compagnia, che motiva, alletta ed entusiasma. Da aggiungere infine tutti gli eventi collaterali (mostre, esposizioni, eventi culturali), che hanno animato Torino nei giorni dell’ostensione e che hanno contribuito a rendere fruibile e godibile la speciale occasione. Una cospicua portata culturale, un valore aggiunto, che al di là del dato esclusivamente di fede, mobilita e fa girare l’affascinante mercato della cultura.

Marco Papasidero

La foto è tratta da: http://www.flickr.com/photos/gaspa/

Marco Papasidero

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