Non posso aspettare

La fretta, dice un proverbio molto noto, è cattiva consigliera. Questo l’abbiamo sentito tutti, qualche volta, eppure in tanti dicono che non possono aspettare, hanno fretta, agiscono sotto l’impulso del fare tutto e subito, dell’avere tutto e subito. Se non posso aspettare, però, non solo rischio spesso di commettere errori di cui poi, magari, mi pento, ma vuol dire anche che non ho ancora trovato quell’equilibrio e quella calma interiori da cui deriva la nostra felicità.

Se non posso aspettare è perché ho bisogno di qualcosa e mi serve subito, adesso. Certo non posso aspettare se mi manca l’aria, altrimenti morirei, ma per prendere un treno, per comprare un nuovo televisore o un nuovo paio di scarpe, per chiedere un prestito, per firmare un contratto, per dire qualcosa a qualcuno, ho sempre la possibilità, se solo lo voglio, di aspettare. Quando parlo di attendere non intendo sederci con le mani in mano e lasciare le lancette dell’orologio girare a vuoto, ma imparare a capire, a comprendere la realtà, ad osservare la vita con serenità e calma anziché con frenesia ed ansia.

Quando non posso aspettare sono ansia, insicurezza e paura a muovere le mie azioni. Se non posso aspettare è perché, quasi sempre, temo che l’attesa mi crei problemi, temo di subire qualche danno o che qualcosa andrà storto. Ho paura, e se ho paura non prendo mai la decisione giusta. Imparare a vivere lentamente è fondamentale e, lo ripeto, non significa perdere tempo, ma dargli il giusto valore.

Quando dico di non poter aspettare non è quasi mai perché non c’è tempo, ma solo perché io l’ho gestito male, perché non ho saputo riflettere con cura sulle cose prima. Imparare a vivere con lentezza significa assaporare ogni istante dandogli il giusto valore, agire poi con decisione, si, ma senza fretta, con chiarezza e calma, senza ansia o frenesia.

Il segreto è fermarsi e rendersi conto che spesso siamo come criceti chiusi nella ruota, troppo preoccupati di arrivare prima possibile in fondo alla corsa. Già, e non ci rendiamo conto che giriamo in tondo. Non siamo consapevoli che corriamo a vuoto e siamo persuasi che sia indispensabile, che soffriremo se ci fermiamo, che rimarremo indietro, che saremo dimenticati, superati, sconfitti. Basterebbe cominciare a comprendere che solo se decideremo di fermare la nostra inutile corsa, scendendo dalla ruota, potremo cominciare a vivere pienamente e non avere più fretta.

A quel punto non aspettiamo nulla, viviamo pienamente ogni momento e non ci preoccupiamo nell’attesa di quello che deve accadere. Affrontiamo le sfide quando si presentano, con la calma di chi sa che abbiamo dentro tutto quel che ci serve per vincerle e crescere.

Se non posso aspettare, allora vuol dire che è il momento di fermarmi del tutto, perché altrimenti continuo a far girare la ruota senza rendermi conto che io sono dentro e che essa non va da nessuna parte che conti davvero.

Giacomo

Scrivere in poche parole (ma spesso anche in molte ;)) chi siamo è sempre difficile. Io credo che sia praticamente impossibile.nnSono convinto che ognuno di noi sia in costante cambiamento, sempre in evoluzione. Noi "non siamo" in un modo o in un altro, ma "diventiamo" noi stessi giorno dopo giorno, senza mai fermarci per poter meritare un'etichetta.nnPosso dirti che mi chiamo Giacomo, che ho 30 anni, che vivo ad Anoia. Poiché concordo con Cechov, che sosteneva che l'uomo è quello in cui crede, allora il modo migliore per aiutarti a capire bene chi sono è dirti che credo in Gesù, ho fede in Dio, quindi credo nell'Amore.nnPer questo motivo mi impegno ogni giorno per offrire, gratuitamente, una mano a chiunque ne abbia bisogno. Come responsabile della sezione di crescita personale, voglio dare strumenti concreti a tutti per cambiare la propria vita in modo reale e iniziare a vivere un'esistenza felice.

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